26 giugno 2026
Mutuo per la seconda casa: requisiti, tassi, imposte e quanto puoi chiedere
Comprare una seconda casa con il mutuo è possibile, ma le regole cambiano rispetto alla prima: si può chiedere una quota più bassa del valore, non spettano le agevolazioni prima casa, le imposte sull'acquisto sono più alte, non si detraggono gli interessi e si paga l'IMU. Guida chiara a requisiti, quota finanziabile, tassi e costi, con i dati aggiornati a giugno 2026 e un esempio illustrativo.

Comprare una seconda casa — al mare, in montagna o semplicemente un secondo immobile da mettere a reddito — è un obiettivo di molte famiglie. Le banche concedono mutui anche per questo scopo, ma le regole cambiano rispetto alla prima casa: si può di solito farsi finanziare una quota più bassa del valore, non spettano le agevolazioni "prima casa", le imposte sull'acquisto sono più alte, non si detraggono gli interessi e si paga l'IMU. In questa guida mettiamo in fila requisiti, quota finanziabile, tassi e costi, con i dati aggiornati a giugno 2026.
Che cos'è un mutuo per la seconda casa
Si parla di mutuo seconda casa quando il finanziamento serve ad acquistare un immobile diverso dall'abitazione principale: una casa vacanze, un appartamento per i figli, un immobile da affittare. Dal punto di vista tecnico è un normale mutuo ipotecario, ma la banca lo considera più rischioso rispetto a quello sulla prima casa, perché non riguarda l'abitazione in cui vivi stabilmente.
Questa percezione di rischio si traduce in condizioni un po' più prudenti: importi finanziabili più contenuti, a volte spread leggermente più alti e una valutazione del reddito più attenta. Il punto chiave da cui partire, però, è fiscale: sulla seconda casa non si applicano i benefici "prima casa", come ricorda l'Agenzia delle Entrate.
Quanto si può chiedere: l'LTV della seconda casa
La quota di valore che la banca è disposta a finanziare si misura con il rapporto LTV (Loan to Value), cioè il rapporto tra l'importo del mutuo e il valore dell'immobile. Per la prima casa si arriva spesso all'80% (e fino al 100% con la garanzia statale dedicata, come spieghiamo nella guida sul mutuo prima casa).
Per la seconda casa, invece, le banche tendono a finanziare una quota inferiore, in genere tra il 60% e l'80% del valore. Significa che serve un anticipo più consistente: su un immobile da 200.000 €, con un LTV del 70% il mutuo copre 140.000 € e i restanti 60.000 € vanno versati con risparmi propri, oltre alle imposte e ai costi d'acquisto.
Requisiti e garanzie
I requisiti di base sono quelli di qualsiasi mutuo: reddito dimostrabile e stabile, storia creditizia regolare (nessuna segnalazione come cattivo pagatore) e una rata sostenibile rispetto alle entrate. Come regola prudenziale spesso citata, la rata complessiva dei debiti non dovrebbe superare circa un terzo del reddito netto: il tema è approfondito nella guida sul rapporto rata-reddito.
Sulla seconda casa la banca può chiedere garanzie aggiuntive o valutare con più attenzione la sostenibilità, soprattutto se è ancora in corso il mutuo sulla prima casa: in quel caso pesa la somma delle due rate. Avere già estinto (o quasi) il primo finanziamento rafforza la richiesta.
I tassi del mutuo seconda casa nel 2026
Anche per la seconda casa puoi scegliere tra tasso fisso e tasso variabile, con la stessa logica di sempre: il fisso si basa sull'IRS, il variabile sull'Euribor più lo spread della banca. Spesso, però, sugli immobili diversi dalla prima casa le banche applicano spread leggermente più alti.
Per inquadrare il contesto: nella riunione dell'11 giugno 2026 la BCE ha alzato i tassi ufficiali di 25 punti base (deposito al 2,25%). Alla rilevazione del 24 giugno 2026 l'Euribor a 3 mesi era pari al 2,303%, mentre l'IRS a 10 anni — riferimento del fisso — si collocava intorno al 3,01% (22/06/2026). Sono valori indicativi e in continuo aggiornamento, da leggere sempre con la loro data. Per scegliere tra le due opzioni può aiutarti la guida su tasso fisso o variabile, tenendo presente che il costo reale si misura sul TAEG e non solo sul tasso (vedi TAN e TAEG).
Le imposte sull'acquisto della seconda casa
È qui che si concentra la differenza più rilevante rispetto alla prima casa. L'importo delle imposte dipende da chi vende.
Se compri da un privato
Quando il venditore è un privato, l'acquisto della seconda casa sconta l'imposta di registro del 9%, più le imposte ipotecaria e catastale di 50 € ciascuna. Lo prevede l'Agenzia delle Entrate. Per confronto, sulla prima casa l'imposta di registro è solo del 2%.
Per le compravendite tra privati di immobili residenziali, l'imposta di registro si calcola di norma sul valore catastale (meccanismo del "prezzo-valore"), non sul prezzo pattuito. Il valore catastale della seconda casa si ottiene rivalutando la rendita catastale del 5% e moltiplicandola per il coefficiente 126 (per la prima casa il coefficiente è 115,5). L'imposta di registro, in ogni caso, non può essere inferiore a 1.000 €.
Se compri da un'impresa con IVA
Se chi vende è un'impresa e l'operazione è soggetta a IVA (tipicamente il costruttore che vende entro 5 anni dalla fine dei lavori, o che opta per l'IVA), allora si paga l'IVA al 10% sul prezzo — che sale al 22% per gli immobili di lusso (categorie catastali A/1, A/8, A/9) — mentre le imposte di registro, ipotecaria e catastale sono fisse a 200 € ciascuna. Anche questo schema è descritto dall'Agenzia delle Entrate.
L'imposta sostitutiva sul mutuo
Sul finanziamento si paga inoltre l'imposta sostitutiva, trattenuta direttamente dalla banca sull'importo erogato. Per la seconda casa l'aliquota è del 2%, contro lo 0,25% previsto per la prima casa. Su un mutuo da 140.000 €, ad esempio, significa 2.800 € invece di 350 €: una differenza che conviene mettere in conto fin dall'inizio.
Niente detrazione degli interessi
Un'altra differenza pesante riguarda l'IRPEF. Gli interessi passivi del mutuo per l'abitazione principale danno diritto a una detrazione del 19% (entro un tetto di spesa), come spieghiamo nella guida sulla detrazione degli interessi del mutuo prima casa.
Per il mutuo sulla seconda casa, invece, questa detrazione non spetta: gli interessi non possono essere portati in detrazione nel 730. È un costo in più, da considerare nel calcolo della convenienza complessiva.
L'IMU sulla seconda casa
A differenza dell'abitazione principale (esente, salvo le categorie di lusso A/1, A/8 e A/9), la seconda casa è sempre soggetta all'IMU, l'imposta municipale sugli immobili, indipendentemente dal fatto che sia tenuta a disposizione, affittata o usata come casa vacanze.
L'aliquota di base è dello 0,86%, ma i Comuni possono aumentarla fino al 1,06% (o ridurla). Il versamento avviene in due rate: l'acconto entro il 16 giugno e il saldo entro il 16 dicembre. Poiché le aliquote sono decise a livello comunale, conviene sempre verificare quella in vigore nel Comune dove si trova l'immobile.
Esempio illustrativo dei costi
Facciamo un esempio puramente illustrativo (non un'offerta) per dare l'ordine di grandezza. Ipotizziamo l'acquisto da un privato di una seconda casa del valore di 200.000 €, con un mutuo di 140.000 € (LTV 70%) a 25 anni.
Imposta sostitutiva sul mutuo (2%): circa 2.800 €.
Imposta di registro (9% sul valore catastale): se il valore catastale fosse, poniamo, 80.000 €, l'imposta sarebbe di circa 7.200 €, più 100 € totali di ipotecaria e catastale.
Rata: ipotizzando un tasso del 4% (a titolo di esempio), la rata mensile su 140.000 € a 25 anni sarebbe di circa 740 €.
A questi importi vanno aggiunti notaio, perizia, eventuale istruttoria e — ogni anno — l'IMU. I numeri sono indicativi: i valori reali dipendono dalla rendita catastale dell'immobile, dall'aliquota IMU del Comune e dalle condizioni del mutuo. Per i conti sulla rata, vedi la guida su come si calcola la rata del mutuo.
Domande frequenti
Si può avere un mutuo per la seconda casa? Sì. Le banche finanziano l'acquisto di una seconda casa, ma di solito coprono una quota più bassa del valore (in genere il 60-80%) e valutano con attenzione il reddito, soprattutto se è ancora in corso il mutuo sulla prima casa.
Quanto si può farsi finanziare per una seconda casa? In genere tra il 60% e l'80% del valore dell'immobile, quindi serve un anticipo più alto rispetto alla prima casa, oltre alle imposte e ai costi d'acquisto.
Quali imposte si pagano sulla seconda casa? Se acquisti da un privato, imposta di registro del 9% (con ipotecaria e catastale di 50 € ciascuna); se acquisti da un'impresa con IVA, IVA al 10% (22% per il lusso) e imposte fisse di 200 € ciascuna. Sul mutuo, l'imposta sostitutiva è del 2%.
Gli interessi del mutuo sulla seconda casa si detraggono? No. La detrazione IRPEF del 19% sugli interessi passivi spetta solo per il mutuo sull'abitazione principale, non per la seconda casa.
Sulla seconda casa si paga l'IMU? Sì, sempre. L'abitazione principale non di lusso è esente, ma la seconda casa è soggetta all'IMU, con aliquota di base dello 0,86% (che il Comune può portare fino all'1,06%), in acconto a giugno e saldo a dicembre.
In sintesi
Il mutuo per la seconda casa è possibile, ma parte da condizioni diverse rispetto alla prima: si può di norma farsi finanziare il 60-80% del valore, serve quindi un anticipo maggiore, e mancano le agevolazioni "prima casa". Sul fronte fiscale pesano l'imposta di registro al 9% (o l'IVA al 10% da impresa), l'imposta sostitutiva al 2% sul mutuo, l'assenza della detrazione degli interessi e l'IMU dovuta ogni anno. I tassi seguono le stesse logiche degli altri mutui (fisso su IRS, variabile su Euribor), spesso con spread un po' più alti: a giugno 2026 l'Euribor 3 mesi è intorno al 2,3% e l'IRS a 10 anni intorno al 3%. Prima di decidere, fai bene i conti su imposte, costi e rata, confronta le offerte sul TAEG e verifica le aliquote aggiornate presso l'Agenzia delle Entrate e il tuo Comune.
Articolo a cura della redazione di mutuisemplici.it — contenuto informativo, non costituisce consulenza personalizzata, finanziaria o fiscale. Imposte, aliquote, coefficienti e regole IMU possono cambiare nel tempo e variano in base al Comune e alla situazione specifica; i valori dei tassi cambiano ogni giorno e sono riferiti alle date indicate. Gli esempi numerici sono puramente illustrativi e non costituiscono offerte. Verifica sempre i dati aggiornati presso l'Agenzia delle Entrate e il tuo Comune, e per la tua situazione rivolgiti alla tua banca o a un professionista. Dati e riferimenti aggiornati a giugno 2026.
Fonti: Agenzia delle Entrate — "L'acquisto di una casa: le imposte" e guida "L'acquisto della casa: le imposte e le agevolazioni fiscali" (registro 9%, IVA 10%/22%, imposte fisse, imposta sostitutiva 2% vs 0,25%, valore catastale e coefficienti); Agenzia delle Entrate — "L'acquisto con i benefici prima casa" (confronto e detrazione interessi riservata all'abitazione principale); MEF / normativa IMU (seconda casa soggetta, aliquota base 0,86% fino all'1,06%, scadenze 16/06 e 16/12); BCE — comunicato di politica monetaria dell'11/06/2026; rilevazioni Euribor/IRS al 22-24/06/2026 (osservatori di mercato).